Anno Sabbatico, che cos'è?

L'Anno Sabbatico può essere chiesto per motivi familiari, personali o per l’assunzione di particolari incarichi come quelli politici o sindacali. Lo può chiedere anche chi vuole concedersi una pausa per veder crescere i propri figli oppure chi decide di staccare la spina per concedersi a nuove esperienze extraprofessionali. Più facile a dirsi che a farsi però perché non sempre il datore di lavoro lo concede.
Per godere del “time-out” serve sempre il permesso del datore di lavoro, requisito che non sempre è facile ottenere, soprattutto in Italia dove la realtà è quella delle piccole e medie imprese con meno di 15 dipendenti. All’estero invece, soprattutto nei paesi anglofoni, la prassi di chiedere una pausa dal lavoro non solo per staccare la spina e abbandonare i colleghi dedicandosi a esperienze extraprofessionali, ma anche per viaggiare intorno al mondo o seguire un master, è abbastanza diffusa e prende il nome di “gap year.”
Nel nostro paese il cosiddetto “anno sabbatico” resta un’esperienza per lo più dei giovani appena laureati non ancora alla ricerca del primo impiego. In Italia la legge 53/2000 "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città" promuove un equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, mediante:

- l'istituzione dei congedi dei genitori e l'estensione del sostegno ai genitori di soggetti portatori di handicap;

- l'istituzione del congedo per la formazione continua e l'estensione dei congedi per la formazione;

- il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale.

I dipendenti pubblici e privati con 5 anni di anzianità in un’azienda possono infatti chiedere una sospensione dal lavoro di 11 mesi per frequentare progetti di solidarietà come forme di volontariato o cooperazione internazionale e corsi di formazione, master e imparare una lingua straniera.
Il dipendente (salvo il caso di maternità e che il datore di lavoro decida di non concedere il periodo) non percepisce lo stipendio e non incrementa i contributi né l’anzianità di servizio.
Nel caso in cui il dipendente abbia 8 anni di anzianità di servizio allora può chiedere un anticipo del Tfr al fine di assicurarsi un fondo per le sue spese.
Lo stipendio spetta invece ai docenti universitari che ogni 10 anni hanno diritto ad un anno retribuito da dedicare alla ricerca scientifica e all’aggiornamento didattico.
Le aziende che concedono l'anno sabbatico possono assumere un “sostituto” con contratto a tempo determinato salvo poi riassumere il dipendente in caso di rientro.


Guida per gli insegnanti sulle Balbuzie


"... se Giovanni balbetta?" è la guida gratuita scaricabile dal sito informativo Balbuzie News dell'Associazione 'Vivere senza balbuzie".

Il testo e' destinato ai docenti, spesso non preparati per lavorare con ragazzi alle prese con questo tipo di difficoltà. A dare notizia del materiale presente on line e' l'Ansas, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, che si occupa di formazione dei docenti. La guida nasce da un paradosso: se chiediamo a un ragazzo balbuziente in quale situazione e' sicuro di balbettare, quasi certamente risponderà che gli succede a scuola, magari durante le interrogazioni e nonostante una preparazione eccellente.


La scuola e' quindi molto temuta, eppure per gli insegnanti - figure chiave nella vita dei piu' giovani anche per la formazione dell'autostima - non e' prevista alcuna preparazione specifica su come affrontare la balbuzie dei propri alunni. Inoltre, ancora troppe volte questo problema viene confuso con la dislessia oppure collegato erroneamente a insicurezza o estrema sensibilità emotiva. La guida, a cura di Enzo Galazzo - docente ed esperto di balbuzie e rieducazione, nonché presidente dell'Associazione "Vivere senza balbuzie" - vuole quindi essere un concreto tentativo di sensibilizzazione sul tema.