5000 QUIZ DI LOGICA E CULTURA GENERALE - AA.VV.

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MEANING BLOCKS 1 - PER L'APPRENDIMENTO E LA PRATICA DELLA GRAMMATICA CINESE DI BASE - LAURA DOMENICHELLI

Nello studio della lingua cinese, la memorizzazione dei caratteri e la comprensione di alcune strutture grammaticali rappresentano un ostacolo sostanziale all’apprendimento. Spesso chi si avvicina a questa come seconda lingua, la trova così impenetrabile e lontana dalla lingua italiana, da abbandonarne lo studio prima di avere avuto l’opportunità di conoscerla veramente.
I Meaning Blocks sono un sussidio didattico che facilita l’approccio alla lingua cinese e lo rende piacevole ed attraente: i moduli in legno della tavola, colorati in vivaci colori e stampati con caratteri cinesi su più facce, permettono di svolgere manualmente e quindi con grande efficacia, una serie di esercizi originali o che si fanno solitamente solo in forma scritta. I moduli si prestano ad essere riordinati in base a modelli appositamente proposti, al fine di formare frasi di senso compiuto secondo le regole grammaticali che lo studente impara nei primi mesi di studio e durante la preparazione dell’esame HSK di primo livello. Ma risultano utili e divertenti anche per sperimentare abbinamenti liberi, realizzare giochi di memoria e giochi a squadre molto apprezzati sia dagli adulti che dai bambini.
Unici nel loro genere, i Meaning Blocks, sono stati presentati alla Fiera del Libro di Francoforte e hanno ricevuto il riconoscimento dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Confucio e sono oggi già in uso nelle scuole di vari paesi europei.
I Meaning Blocks sono nati sulla base dei manuali oggi più diffusi nelle scuole e nelle università Il Cinese per gli Italiani e Impariamo il cinese di F. Masini et al., entrambi editi da Hoepli, di cui seguono la progressione didattica e sono quindi complementari a questi testi. Saranno comunque utili a chiunque voglia mettere alla prova ed esercitare le proprie conoscenze di cinese. E a chiunque creda che giocando s’impara.

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Visco: uno sforzo massiccio sul fronte dell'Istruzione

MF Online pubblica la conclusione dell'intervento "Crescita, capitale umano, istruzione" dell'allora vice direttore generale e attuale governatore di Bankitalia Ignazio Visco, a Genova alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2007/2008 dell'università degli studi, il 16-02-2008
Siamo partiti con la bassa crescita della nostra economia, dei nostri redditi, dei salari. Non ho parlato di politica economica nel senso classico del termine, di politica monetaria, di politica di bilancio. È vero, però, che nell'ultimo decennio un altro grande cambiamento ha interessato il nostro sistema economico. Con la moneta unica si è acquisita una condizione permanente di stabilità monetaria. Certo, il livello dei tassi d'interesse, la struttura delle imposte, la spesa pubblica sono variabili particolarmente importanti nella definizione degli ammontari di domanda aggregata compatibili con l'offerta. Ciò che è soprattutto importante evitare è la generazione di squilibri macroeconomici, quali l'accumulazione di livelli insostenibili di debito pubblico o un'inaccettabile dinamica inflazionistica. Quando si considerano, però, non tanto le fluttuazioni cicliche intorno al potenziale di reddito che un'economia può generare ma piuttosto la crescita economica e i livelli di benessere ad essa associati, occorre guardare alle tendenze di fondo, in ultima analisi alla crescita della produttività del lavoro. E nel nostro Paese da troppo tempo essa è particolarmente bassa, il progresso tecnologico è modesto, e l'utilizzo nei processi di produzione dell'innovazione altrove prodotta è insufficiente. Poiché non vi sono ricette magiche che consentano di innalzare in poco tempo e in misura significativa il tasso di crescita potenziale della nostra economia, occorre procedere su molti fronti, con fatica, con pazienza, con perseveranza, rimuovendo inefficienze e vincoli dovuti a regolamentazioni obsolete, ad amministrazioni arretrate o alla difesa di interessi particolari. Soprattutto, occorre fare uno sforzo massiccio sul fronte dell'istruzione, nella scuola secondaria come nelle università. Occorre renderla moderna, adeguata al nostro tempo, con maggiore attenzione alle discipline scientifiche e tecniche, eppure non tralasciando la nostra grande tradizione culturale ma trasmettendola con originalità alle nuove generazioni. Ci vorrà tempo e impegno. Ma da qui si deve partire.