Sciopero degli scrutini e della fame contro i tagli alla scuola

L'anno scolastico è appena finito, ma gli insegnanti bolognesi salgono sulla Torre degli Asinelli e decidono di bloccare gli scrutini. Anzichè dare voti agli studenti, quindi, bocciano senza appello i tagli che colpiranno la scuola pubblica. Invece, a Piacenza, i loro colleghi hanno cominciato uno sciopero della fame.

7 GIU. 2010 - Chi sì è trovato a passare questa mattina nel centro di Bologna ha potuto veder scritto a grandi e chiare lettere sulla Torre degli Asinelli il grido di allarme dei lavoratori della scuola italiana. Il Coordinamento dei precari e i Cobas hanno srotolato uno striscione che diceva "No ai tagli" e ben esprimeva la situazione di emergenza che ha portato addirittura al blocco degli scrutini in 15 dei 32 istituti cittadini. "Sono oltre 500 i docenti di Bologna e provincia che lo sostengono, perché non possono accettare in silenzio gli ennesimi provvedimenti che tagliano il futuro di altre 41 mila persone", hanno spiegato i promotori della protesta, che continuerà anche nella giornata di domani. Gli alunni dovranno dunque aspettare per avere i loro voti, mentre la scuola pubblica italiana ha già rimediato un'inappellabile bocciatura.

Cobas, Orsa, Rdb-Cub, Unicobas, Usi Ait scuola prevedono che l'agitazione "bloccherà gli scrutini di oltre 130 classi, coinvolgendo più di 3.000 studenti". Le scuole toccate dallo sciopero, hanno scritto in una nota, sono Aldini, Adrovandi, Belluzzi, Copernico, Luxemburg, Sabin, Serpieri, Aldo Moro, Rodari Jussi di S.Lazzaro, Medie Pepoli, Alberghetti di Imola, Innocenzo da Imola, Ipsia di Crevalcore, Keynes di Castel Maggiore, Mattei di San Lazzaro, Salvemini di Casalecchio, Montessori di Porretta. In tutti questi istituti, a preoccupare i manifestanti sono le decurtazioni di risorse e personale nel mondo dell'istruzione. Stando ai loro dati, infatti, il prossimo anno scolastico mancheranno oltre 25 mila insegnanti, con l'incubo per molti precari di restare senza lavoro.

Ai piedi della Torre degli Asinelli c'era chi ha il contratto già scaduto, e quindi ha scelto di protestare "perché l'anno prossimo non sapremo se lavoreremo ancora". Oppure chi, forte di ben tre abilitazioni - "per insegnare italiano, storia e geografia nelle scuole medie, ma anche educazione civica e storia dell'arte nelle scuole superiori" - si ritrova senza lavoro dopo 6 anni di insegnamento. Tutti avevano un cartellino attaccato alle magliette con la scritta "Chi lo rivedrà a settembre?", per rendere evidente la precarietà del loro futuro. E, dopo lo striscione calato dall'alto, ne hanno voluto stenderne hanno poi steso sotto le Due torri un altro grande striscione che ha occupato quasi tutto il piazzale a fianco della statua di San Petronio, con scritto in blu: "Difendiamo la scuola pubblica".

A Piacenza si persegue invece una forma di lotta ben più drastica. "A mali estremi, estremi rimedi", dice Manuela Calza, segretario locale di Flc-Cgil, per illustrare la decisione presa dagli insegnanti cittadini, che hanno cominciato uno sciopero della fame. Per protestare contro la riforma Gelmini, quattro di loro hanno deciso di dare il via ad una staffetta e si sono messi a digiuno uno dopo l'altro per un'intera giornata. Ma molti colleghi li hanno immediatamente raggiunti in un gazebo allestito per l'occasione nella centralissima piazza Cavalli, aderendo ad un'iniziativa che da Piacenza potrebbe allargarsi in tutta Italia.

"L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica su quello che sta accadendo alla scuola pubblica italiana", spiegano. Nei cartelli appesi si leggono infatti frasi come "Difendiamo la scuola pubblica da Ineguaglianza Impoverimento e Individialismo - le tre I", oppure "Se pensi che l'educazione sia costosa, prova l'Ignoranza". Ma l'elenco può continuare con Il taglio al personale docenti e agli assistenti, l'aumento dei finanziamenti alle scuole private, l'accorpamento delle classi. "Vivo sulla mia pelle e sulla pelle degli studenti questo smantellamento - dice un'insegnante precaria - perché si parla di accorpamento di classi d'insegnamento, ovvero in gergo di classi di concorso, indiscriminate, senza andare a vedere qual è la realtà classe".

E per rendere più forte la protesta, gli insegnanti hanno aperto anche un gruppo su Facebook, chiamandolo proprio "Sciopero della fame". Dalle pagine del social network più famoso del mondo, invitano "tutti coloro che ci vogliono sostenere a passare presso la nostra tenda e anche a passare un giorno di digiuno, di sciopero della fame, affinché la scuola possa riprendere ad andare un po' meglio di quanto non stia andando adesso".
fonte: viaemilianet.it


Crisi: Confcommercio, consumi tornano a scendere. -1,6% ad aprile

Se ce ne fosse stato bisogno ecco una conferma che, per stimolare i consumi e il conseguente rilancio dell'economia,  gli stipendi non dovevano essere tagliati ma, semmai, alzati o quantomeno lasciati crescere secondo quanto stabilito dai rinnovi contrattuali e dagli scatti di anzianità. Ma un governo miope, degnamente accomunato dai suoi consimili europei, ci sta portando alla recessione come confermato dalla Confcommercio.
  E si mettano bene nella zucca che questo è: "SOLO L'INIZIO", perchè non abbiamo alcuna intenzione di intaccare i nostri risparmi per far fare loro bella figura.

dal sito di ASCA

 L'Indicatore dei Consumi elaborato dalla Confcommercio segnala ad aprile 2010 una diminuzione dell'1,6% in termini tendenziali interrompendo un periodo, che durava dall'ultimo trimestre del 2009, di graduale recupero dei livelli di consumo delle famiglie.
  La battuta d'arresto registrata dalla domanda nel mese di aprile, sottolinea la Confederazione, ''si legge in modo piu' evidente guardando al dato destagionalizzato che mostra una riduzione dell'1,7% rispetto a marzo, dopo un bimestre di graduale miglioramento''.
Il dato di aprile, prosegue lo studio, sconta la fine degli incentivi ed e' stato ''largamente influenzato dalla dinamica della domanda di autovetture, come segnala il ripiegamento piu' sensibile, negli ultimi tre mesi, dell'aggregato totale rispetto a quanto registrato da quello computato al netto della domanda di autovetture''.
  Secondo Confcommercio, poi, ''la presenza di un clima meno favorevole sul versante dei consumi sembra confermato dalla flessione registrata a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dopo il modesto recupero di aprile. Il dato dell'ultimo mese potrebbe essere stato influenzato dai timori riguardanti la crisi greca e dalle aspettative, poi confermate, di interventi sul versante della finanza pubblica''.
  Piu' ''articolata'' la situazione sul versante del sentiment delle imprese. A maggio a fronte di un ulteriore miglioramento del clima di fiducia degli operatori delle aziende manifatturiere, gli imprenditori del commercio e dei servizi segnalano un peggioramento.

Marcegaglia: il Governo deve resistere alle riduzione dei tagli nella manovra

Il messaggio lanciato al Governo dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, riguardo i tagli previsti dalla manovra economica biennale da 24 miliardi , è di ''resistere'' a ogni tentativo di riduzione. E' questo quanto dichiarato dalla Marcegaglia all'Assemblea di Federchimica sollecitando  l'esecutivo a ''fare scelte molto precise, anche impopolari se necessario''.