LA FACOLTÀ DI ECONOMIA DI TOR VERGATA AL PRIMO POSTO TRA LE UNIVERSITÀ PUBBLICHE

Repec, la più ampia collezione al mondo di articoli accademici sull’Economia e sulle discipline collegate, ha pubblicato la lista delle 25 Università top in Italia per la ricerca in campo economico, secondo i criteri del database che collega informazioni sui lavori, pubblicati e non, di migliaia di economisti: la Facoltà di Economia di Tor Vergata è al primo posto tra le Università pubbliche, al quarto posto, dopo Bocconi, Banca d’Italia ed EIEF, l’Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza, come istitution.
Tra i primi posti in classifica, al dodicesimo e al ventiquattresimo, compaiono il Dipartimento di Economia e Istituzioni; il Dipartimento di Studi economico-finanziari e Metodi quantitativi (SEFEMEQ), al quarantaduesimo il CEIS, il Centro di Studi internazionali sull’Economia e la Sviluppo.
Inoltre, sono stati presi in esame 1819 autori in 257 differenti Dipartimenti internazionali e, per il loro lavoro svolto nella Ricerca, tra i primi posti in classifica compaiono ben ventitré professori della Facoltà. Sono: Luigi Guiso, al quinto posto, del Dipartimento di Studi economico-finanziari e metodi quantitativi, Leonardo Becchetti, al ventiduesimo posto. Seguiti da: Robert Waldmann, al ventitreesimo, Franco Peracchi, al ventinovesimo, Tommaso Valletti, al quarantatreesimo, Furio Camillo Rosati, al quarantaseiesimo, Tommaso Proietti, al quarantanovesimo, Giancarlo Spagnolo, al cinquattottesimo, Gianni de Fraja, Giancarlo Marini, Gianluca Cubadda, Daniela Vuri, Alessandra Pelloni, Michele Bagella, Stefano Fenoaltea, Pasquale Scaramozzino, Lorenzo Guarcello, Vincenzo Atella, Fabrizio Mattesini, Stefano Gagliarducci, Giovanni Trovato, Gustavo Piga, Barbara Annicchiarico, Pasquale Lucio Scandizzo e Alessandro Piergallini. Appartengono ai Dipartimenti di Economia e Istituzioni, al Dipartimento di Studi economico-finanziari e Metodi quantitativi (SEFEMEQ) e al Ceis, il Centro di Studi internazionali sull’Economia e lo Sviluppo, della Facoltà di Economia dell’Ateneo.

Per interviste e approfondimenti: Ufficio Stampa 06.72595510 - 5522

Cos’è RePEc?


RePEc, Research Papers in Economics (articoli di ricerca in economia), è un progetto, gestito su base volontaria, rivolto a creare un database pubblico per la comunicazione tra ricercatori in economia e nelle discipline correlate. Il database contiene informazioni relative a oltre:
  •  4.000 studiosi e professionisti del settore (e rispettivi enti di appartenenza e pubblicazioni),
  • 6.000 istituzioni (dipartimenti di economia, centri di ricerca e enti pubblici),
  • 100.000 informazioni bibliografiche su working papers prodotti da istituzioni e singoli individui,
  • 55.000 riferimenti bibliografici di articoli pubblicati sulle principali riviste del settore,
  • 800 descrizioni di programmi e software informatici,
  • Più di 70.000 tra documenti e files presenti nell’archivio sono disponibili gratuitamente in rete.

 Principali aderenti al RePEc:

Dipartimenti di economia di molte delle “top 50” università degli Stati Uniti e delle altre principali università di tutto il mondo. I seguenti istituti di ricerca: NBER, CEPR, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, IFS, Federal Reserve, ECB, Bank of England. I principali editori, inclusi: AEA, Econometric Society, Royal Economic Society, Cambridge, Oxford, Chicago, MIT, Springer, Kluwe.

Per maggiori informazioni: http://repec.org/

Valutazione degli alunni a fine anno scolastico

Tra gli adempimenti di fine anno scolastico la valutazione è senza dubbio la più importante e, a volte, fonte di incomprensioni. E' utile, al fine di prevenire discussioni, andare a rileggere quello che prevede la legge.

dal sito del MIUR

Valutazione

Valutazione degli alunni

Per gli alunni dei diversi ordini di scuola è prevista una valutazione periodica (trimestrale o quadrimestrale) e una valutazione finale, riferite sia ai livelli di apprendimento acquisiti sia al comportamento.
Per quanto riguarda gli apprendimenti nelle varie discipline di studio, per gli alunni del primo ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di I grado) la valutazione, in base alle disposizioni apportate dalla legge 169/2008, viene espressa con voto in decimi anziché con giudizio sintetico. Per gli studenti degli istituti superiori sono confermate le norme precedenti che già prevedevano la valutazione con voto in decimi. Per quanto riguarda invece il comportamento, in base alla legge 169/2008, è prevista la valutazione con voto in decimi per gli studenti della secondaria di I e di II grado. Per gli alunni della scuola primaria la valutazione viene espressa invece con giudizio, non con voto in decimi.
La valutazione nelle classi intermedie avviene per scrutinio, mentre per le classi terminali (terzo anno di scuola secondaria di I grado, ultimo anno delle superiori) avviene per esame di Stato.
Una disposizione che, per il momento, si applica solamente agli alunni della scuola secondaria di I grado (ex-scuola media), prevede che l'anno scolastico non sia considerato valido, indipendentemente dalla valutazione degli apprendimenti, se l'alunno ha frequentato meno di tre quarti delle ore di lezione previste.

Valutazione nella scuola primaria

La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva, vengono adottate dai docenti della classe.
La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale dell'alunno) nei modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata alla famiglia e accompagnata da un colloquio esplicativo.
Per quanto riguarda la decisione circa la promozione alla classe successiva (art. 3 legge 169/2008), l'eventuale non ammissione deve avere carattere eccezionale ed essere motivata. La decisione di non ammissione deve comunque essere assunta all'unanimità.
Criteri e modalità della valutazione sono definiti dal Regolamento di coordinamento delle norme sulla valutazione degli alunni (dpr 122/2009).
Nella scuola primaria non è previsto un esame finale di licenza.

Valutazione nella scuola secondaria di I grado

La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva vengono adottate per scrutinio dai docenti della classe.
La valutazione viene registrata su un apposito documento (scheda individuale dell'alunno) nei modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata alla famiglia e accompagnata da un colloquio esplicativo. Per quanto riguarda la promozione alla classe successiva o all'esame (art. 3 legge 169/2008), gli alunni devono conseguire la sufficienza in ogni disciplina, nonché nel comportamento (art. 2 legge 169/2008).
L’eventuale decisione di non ammissione alla classe successiva o all'esame è, comunque, assunta a maggioranza da parte dei componenti del consiglio di classe.
Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato di ciascun alunno. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite.
Il corso di studi si conclude con l'esame di Stato il cui superamento è titolo indispensabile per l'iscrizione agli istituti del 2° ciclo.
L'ammissione all'esame comporta un giudizio di idoneità, accompagnato da un voto in decimi, riferito agli esiti dell'intero percorso compiuto dall'alunno nella scuola secondaria.
Tra le prove d’esame è prevista una prova scritta nazionale predisposta dall’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema scolastico.
La valutazione finale dell'esame è espressa con un voto in decimi.

Criteri e modalità della valutazione sono definiti dal Regolamento di coordinamento delle norme sulla valutazione degli alunni (dpr 122/2009).

Valutazione nella scuola secondaria di II grado

La valutazione degli studenti, già prevista da precedenti norme, è stata integrata dal voto di comportamento, in base all’articolo 2 della legge 169/2008. La valutazione degli apprendimenti per le varie discipline è espressa con voto in decimi; allo stesso modo, dal 2008-09, anche la valutazione del comportamento è espressa con voto in decimi.
Il voto inferiore a cinque decimi nel comportamento comporta la non ammissione alla classe successiva o all’esame, indipendentemente dai voti conseguiti nelle varie discipline di studio.
Nei confronti degli alunni che presentano un'insufficienza non grave in una o più discipline, il consiglio di classe, prima dell'approvazione dei voti, procede ad una valutazione sulla possibilità che lo studente superi la carenza formativa in tempi e modi predefiniti.
Nei confronti degli studenti per i quali sia accertata la carenza formativa, il consiglio di classe sospende lo scrutinio, prevedendo la sua effettuazione prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo.
Il dirigente scolastico comunica alla famiglia le motivazioni assunte dal consiglio di classe con resoconto dettagliato sulle carenze dello studente. Gli istituti procedono autonomamente a definire le iniziative di sostegno e di recupero a favore degli studenti che hanno avuto lo scrutinio finale sospeso.
Gli studenti che al termine delle lezioni non possono essere valutati per malattia o trasferimento della famiglia, sono ammessi a sostenere, prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, prove suppletive (legge n. 352/1995).
In vista dell'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, in sede di scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni, viene attribuito il credito scolastico ad ogni studente. Il punteggio attribuito quale credito scolastico a ciascun alunno è pubblicato all'albo dell'Istituto, unitamente ai voti conseguiti in sede di scrutinio finale ed è trascritto sulla pagella scolastica.
L’ammissione all’esame di Stato, a decorrere dall’anno scolastico 2009-10, è subordinata al conseguimento del voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina di studio e nel comportamento, secondo quanto previsto dall’articolo 6 del Regolamento sulla valutazione (dpr 122/2009).

Valutazione degli alunni disabili

Nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche o sensoriali non si procede, di norma, a valutazioni differenziate, mentre, per gli alunni in situazione di handicap psichico, la valutazione, adeguatamente differenziata, tiene conto degli obiettivi prefissati nel Piano Educativo Individualizzato (PEI).
L’individualizzazione del percorso educativo previsto dal PEI per l’alunno con disabilità può incidere, a seconda della tipologia di disabilità e della sua gravità, sui metodi di valutazione e sul valore legale del titolo di studio conseguito, in particolare, al termine del Secondo Ciclo di istruzione.
L’articolo 9 del Regolamento sulla valutazione degli alunni (dpr 122/2009) prevede che, in sede di esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, le prove sono adattate in relazione agli obiettivi del PEI.
Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma di licenza. Nel caso in cui gli obiettivi previsti dal PEI non siano riconducibili ai programmi ministeriali, il percorso formativo consente l’acquisizione di un attestato di credito formativo valido anche per l’accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione (art. 9 dpr 122/2009).
Per le prove di esame (art. 318 del Testo Unico - d.lvo 297/1994) sono predisposte, per il 1° ciclo, apposite prove, mentre, per il 2° ciclo, sono predisposte prove equipollenti e tempi più lunghi per l'effettuazione delle prove scritte.