Concorsi "chiavi in mano" per evitare le Raccomandazioni

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E' di quelle notizie che fanno esclamare: "Era ora!".
Concorsi pubblici 'chiavi in mano' per porre un freno alle raccomandazioni e risparmiare tempo e denaro. E' la nuova scommessa messa in piedi dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta che punta ad offrire alle pubbliche amministrazioni, centrali e periferiche, un servizio completo per la realizzazione dei concorsi. "Stiamo lanciando un programma che si chiamera' 'Vinca il migliore' e che collega Formez Italia con la Bocconi per offrire a tutti gli enti pubblici, centrali e periferici, dal piccolo comune al grande, il nostro servizio chiavi in mano per la realizzaZione di concorsi", spiega Brunetta in un'intervista all'ADNKRONOS .
L'idea e' quella di sgravare gli amministratori di un 'peso' e di liberarli da possibili pressioni. "Siamo in grado -spiega- di fornire un servizio completo a costi ridotti, dalla preparazione del bando alla preselezione, dallo svolgimento delle prove alla certificazione fino alla proclamazione e alla formazione dei vincitori, per evitare che di volta in volta una amministrazione si metta a organizzare un concorso senza neanche sapere da dove cominciare... ".
Il tutto in un'ottica di dematerializzazione e di semplificazione. "L'ente pubblico potrebbe essere permeato da sollecitazioni di vario tipo, - continua Brunetta - per questo l'incarico dovrebbe essere dato a un'agenzia terza, in maniera 'blind' (cieca). L'agenzia, che viene chiamata da un comune del profondo sud o del profondo nord, invece non puo' essere permeata - sostiene ancora il ministro - cosi' siamo in grado di liberare gli amministratori dalle eventuali sollecitazioni che sono fonti solo di problemi". Naturalmente le pubbliche amministrazioni sono libere di scegliere se usufruire del servizio o meno, il pacchetto ha un costo anche se inferiore a quanto costerebbe farselo in proprio.

fonte: ADNKRONOS

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Inps: nel 2009 dimezzato il numero di pensioni di anzianità

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Stando a quanto risulta dai dati resi noti in questi giorni dall'Inps, la riforma del sistema pensionistico sta dando i frutti attesi. Nel 2009, infatti, le pensioni d'anzianità (quelle anticipate rispetto alla vecchiaia) erogate dall'Inps si sono dimezzate rispetto al 2008, dando sollievo alle casse dello Stato.

Italiani, popolo di lavoratori

Da gennaio a novembre 2009, sono stati 91925 gli italiani a entrare in pensione prima di raggiungere l'età prevista (65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne). L'anno precedente, gli assegni che lo Stato aveva dovuto staccare erano stati 196522. Il calo, dunque, è stato del 53%.

Dipendenti fedelissimi

I valori registrati derivano, principalmente, dal settore del lavoro dipendente. Se nel 2008 erano state 120626 le nuove pensioni di anzianità richieste dai dipendenti, nei primi undici mesi dell'anno che sta per concludersi i trattamenti anticipati erogati dall'Inps sono stati meno della metà: 52132.

Effetto riforma?

Secondo il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, i risultati non possono essere spiegati come il semplice riflesso delle riforme delle pensioni portate avanti nell'ultimo decennio. Al pari dell'intervento innovatore sul settore pensionistico, sull'andamento dei dati ha influito, a parere di Mastrapasqua, anche una maggiore disponibilità degli italiani a rimanere al lavoro anche una volta superati i 60 anni. Lo dimostrano i dati sulle pensioni di anzianità: fino a dicembre, nel 2009, i lavoratori che hanno lasciato il lavoro per raggiunti limiti di età sono stati 152546; 63,1% in più rispetto all'anno scorso, ma molto meno dei 210000 previsti.

Le casse respirano

Qualunque siano i motivi alla base delle decisioni degli italiani, a godere degli effetti dei loro comportamenti sono le casse dell'Inps. Con questi risultati, i migliori dal 2002, si stima che l'Istituto nazionale di previdenza sociale chiuda l'anno con un attivo compreso tra i 6 e i 7 miliardi di euro.


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