Borse di studio: ecco le più strambe del mondo

STUDIARE gratis, specialmente negli Stati Uniti, non è per niente facile. Ma se pensate che i requisiti richiesti per l'attribuzione delle borse di studio siano soltanto rigidi, vi sbagliate. Spesso sono anche ridicoli. La fantasia degli addetti alla compilazione del bando, stando a quando riportato dal sito Zencollegelife, non conosce limiti e nel mondo esistono ben 45 concorsi decisamente assurdi, destinati a far sorridere ma anche riflettere.
Se vostro figlio è un ragazzo volenteroso, interessato ai libri ma, ahinoi per lui, anche un po' bassino, non potrà mai sperare di ricevere la borsa di studio assegnata dal Tall Clubs International Scholarship, un'organizzazione di Portland, nell'Oregon, nata per promuovere gli studi degli uomini alti almeno un metro e novanta e delle donne più alte di un metro e cinquantacinque. Per fare domanda e ricevere il corrispondente in dollari di 700 euro è sufficiente descrivere in poche righe "Cosa significa per me essere alto". Ma esiste anche la borsa per i più bassi, messa in palio dalla Billy Barty Foundation, che premia gli studenti più bassi di un metro e ventitrè centimetri. Il concorso è nato in omaggio all'omonimo attore italoamericano - vero nome William John Bertanzetti - scomparso nel 2000 e alto appena 118 centimetri.
La Scholar Athlete Milk Mustache of the Year Award è invece una borsa che assegna ai 25 studenti che più si sono distinti nello sport una somma di oltre 5000 euro, un viaggio gratuito a Disney World e la comparsa in una pubblicità, con la faccia decorata di allegri "Milk Mustache", i baffi da latte. Divertente. Ma che cosa c'entra con lo studio?
Se però non avete intenzione di darvi alla pubblicità né siete dei fanatici dello sport, potete sempre mettervi a studiare un po' di araldica e controllare se per caso nella vostra famiglia non vi siano discendenti della dinastia olandese di Lambert and Annetje Van Valkenburg. La Van Valkenburg Memorial Scholarship assegna infatti un contributo di 1000 dollari agli studenti che riescano a dimostrare un legame con il casato.
Ce n'è insomma per tutti i gusti. E ogni bando di concorso non è altro che una scusa per promuovere il proprio settore o farsi pubblicità. La Potato Industry Scholarship, ad esempio, assegna 5000 dollari agli studenti di agraria che si siano distinti nello studio della patata. Mai tubero fu più redditizio. E siccome "studio" non significa solo stare sui libri ma anche apprendere cose nuove e insomma confrontarsi con le proprie abilità, la American Welding Society Scholarships mette in palio ogni anno una somma per tutti gli studenti che si dimostrino saldatori provetti, mentre la Society of Vacuum Coaters Foundation Scholarship premia con 2500 dollari, circa 1700 euro, ai ragazzi particolarmente abili nelle tecniche metallurgiche.
Ci sono poi borse che vengono assegnate senza bisogno di riscontrare alcuna abilità particolare. Come la Frederick and Mary F. Beckley Scholarship, che premia gli studenti mancini, e quelle pensate per promuovere il rapporto tra gli studenti e la natura, come la Sophie Major Memorial Duck Calling Contest, che premia con 2000 dollari chi progetta il miglior richiamo per anatre. La decima borsa di studio più stramba è infine dedicata all'economia: l'Excellence in Predicting the Future Award viene assegnata ai ragazzi che dimostrino un'abilità particolare nel predire i cambiamenti del mercato finanziario. Peccato che il premio in denaro assegnato ad uno studente tanto in gamba sia di appena 400 dollari, meno di 300 euro.

di SARA FICOCELLI
fonte: Repubblica.it

Riflessioni sugli aumenti degli scatti agli insegnanti di religione

Riporto l’articolo del portavoce nazionale COBAS, Piero Bernocchi, riguardo gli aumenti biennali degli scatti di stipendio dati dal Ministro Tremonti agli insegnanti precari di religione. Al di la dei toni un po’ troppo politici, che non ci giovano, mi sembra un intervento piuttosto completo per capire la fonte e la forma della disparità tra insegnanti. Personalmente però non mi batterei per l’annullamento di tali aumenti stipendiali, buon pro gli facciano e probabilmente gli spettano di diritto. Mi batterei invece per una estensione del provvedimento a tutto il personale precario ed il ripristino, a tutto il personale della scuola, degli scatti stipendiali ogni due, massimo tre anni.

Cerchiamo di mantenere il discorso sulle diversità di trattamento tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro evitando di fare “guerre di religione”. Il maggior favore che possiamo fare al governo è dargli motivo di poter dire che ci indignamo solo perché siamo degli anticlericali.

"LO SCANDALO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE
Lo scandalo degli insegnanti di religione, ingigantito dalla decisione governativa di regalare ad essi un “tesoretto” tramite aumenti biennali, è in realtà un insieme intollerabile di scandali. Il primo di essi riguarda l’imposizione della religione come materia insostituibile nella scuola pubblica e strumento di propaganda clericale tra i giovani. La possibilità di rendere tale materia almeno davvero facoltativa è stata negli anni vanificata dalle enormi difficoltà imposte nei confronti della materia “alternativa”: fermo restando che, per i Cobas e per ogni laico/a, la religione è e dovrebbe essere questione privata da tenere estranea alla scuola pubblica. Ma non meno scandalosa è l’altra pietra miliare del “feudo” clericale nella scuola, e cioè le modalità di reclutamento degli insegnanti di religione, non assunti come tutti gli altri docenti in base a concorsi e titoli riconosciuti dallo Stato, ma tramite insindacabile giudizio della Curia cattolica, che fornisce e toglie il placet in base alla sua dottrina. In altri termini i docenti di religione sono dipendenti dello Stato vaticano e della gerarchia cattolica pagati dallo Stato italiano: grottesca anomalia inesistente in alcun altro paese europeo o “occidentale”. Ad aggravare ulteriormente i due già macroscopici scandali dell’Italia “giardino vaticano”, se ne è aggiunto un terzo durante il precedente governo Berlusconi e con la ministra Moratti, avallato poi dal successivo governo di centrosinistra, e cioè la non-licenziabilità degli insegnanti di religione. Mentre qualsiasi altro docente assunto dallo Stato può perdere il posto di lavoro, i docenti di religione, in caso di non-conferma da parte della Curia, hanno comunque diritto ad un posto garantito in una altra materia: il che, paradossalmente, consentirebbe alla Chiesa cattolica, revocando ogni anno la “delega” ad un buon numero di docenti, di riempire la scuola pubblica di decine (o centinaia) di migliaia di “propagandisti”. L’ultimo affronto alla laicità della scuola, nonché alla più elementare giustizia salariale, arriva ora: il ministro Tremonti regalerà, a partire da maggio 2010, ai docenti di religione, di fatto “di ruolo” e inamovibili, scatti biennali di stipendio (aumento mensile medio intorno ai 220 euro) con annessi arretrati dal 1 gennaio 2003 (per migliaia di euro); gli stessi scatti biennali, a suo tempo unica modalità di “carriera” per i lavoratori della scuola, cancellati brutalmente con l’assenso di centrodestra e centrosinistra, e negati attualmente ai precari veri, quelli nominati dallo Stato. Ci sarà qualche forza parlamentare che ci aiuterà a bloccare almeno questo ultimo scandalo o tutta la politica istituzionale continuerà ad inchinarsi al potere vaticano e alla clericalizzazione della scuola?"

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS