Nel 2010 per i Nuovi Assunti il 43% di Contratti Atipici

Tra gli assunti di quest'anno 2 su 5 sono precari ed entro la fine dell'anno saranno quasi 350 mila gli italiani che lavorano con contratti 'flessibili'. E' quanto emerge da un'elaborazione dell'Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza (Milano: BDB.MI - notizie) su sistema informativo excelsior 2010-2009.

Stando ai dati forniti dalla camera di commercio di Monza e Brianza i circa 350 mila precari si dividono in collaboratori a progetto, oltre 180 mila, e collaboratori interinali, piu' di 164 mila. Quest'anno i collaboratori 'atipici' rappresentano il 43% sul totale delle nuove assunzioni, in aumento rispetto al 2009 quando pesavano il 41,1%. I nuovi precari hanno una preparazione universitaria, o sono almeno diplomati, e piu' della meta' sono andati a ricoprire figure specializzate o tecniche.

Dalla stessa elaborazione di dati emerge che il 4,3% delle imprese ha previsto di utilizzare quest'anno lavoratori interinali e il 5,9% collaboratori a progetto. Per quello che riguarda la classifica delle regioni al primo posto si trova la Lombardia con il 67,5% dei nuovi contratti che rientra nella categoria degli 'atipici' seguita da Lazio con 53,9%, il Friuli Venezia Giulia con 51,5% e il Veneto 49,5%. La minor percentuale di lavoratori precari sul totale delle nuove assunzioni si trova in Trentino Alto Adige, 15,7%.

fonte: adnkronos




2011: i migliori Paesi per trovare Lavoro

Germania, Svezia, India, Cina e Turchia. Ecco i paesi con le migliori prospettive occupazionali per i primi mesi del 2011 secondo Manpower. Positive anche le previsioni a livello globale: in 28 dei 39 paesi presi in considerazione i datori di lavoro si dicono più ottimisti che nel recente passato sui trend occupazionali. In Italia la situazione è in miglioramento, ma è ancora presto per parlare di svolta.

Prevale un cauto ottimismo

Per il primo trimestre del 2011, i datori di lavoro intervistati da Manpower (su un campione di 64mila direttori delle risorse umane e responsabili delle assunzioni) esprimono maggiori intenzioni di assunzione rispetto a dodici mesi fa in 28 dei 39 paesi analizzati, comprese le nazioni del G7, dove le prospettive occupazionali sono stabili o in crescita sia rispetto al trimestre precedente che allo stesso periodo del 2010. Le prospettive di occupazione in questi paesi sono positive per la prima volta dal terzo trimestre del 2008.

Prospettive positive per quasi tutti i paesi considerati

L'indagine di Manpower mostra che in 32 dei 39 paesi presi in considerazione si prospettano scenari occupazionali tutti positivi anche se di differente portata, come in Cina, Taiwan, India, Brasile, Turchia e Singapore dove sono espresse le intenzioni di assunzione maggiormente favorevoli. Al contrario, le prospettive più deboli e le uniche con segno negativo sono riportate dai datori di lavoro in Grecia, Repubblica Ceca, Austria, Irlanda, Spagna e Romania. Bulgaria, Slovenia e Turchia sono state prese in esame dall'indagine per la prima volta in questo trimestre.

I piani di assunzione dovrebbero essere più forti in Turchia, Germania e Svezia e più deboli in Grecia e Repubblica ceca. I forti ritmi di assunzione in Turchia sono dovuti in parte alla domanda nel settore dell'edilizia dove il 45% dei datori di lavoro ha intenzione di assumere nuovo personale.

Inoltre, nonostante un persistente eccesso di debito pubblico, l'occupazione e la crescita economica in questo paese sono trainate dall'alta percentuale di consumi. A seguire Singapore, con una previsione netta di assunzioni del 26% per il primo trimestre.

Germania e India guidano rispettivamente l'Europa e l'Asia

In Europa i datori di lavoro più ottimisti sono quelli tedeschi e svedesi. La Germania continua infatti a caratterizzarsi come guida in Europa grazie al tasso di disoccupazione ai minimi storici da 18 anni e alla grossa richiesta di ingegneri e professionisti finanziari.

Le prospettive di lavoro continuano ad essere positive anche in Asia mostrando un miglioramento di anno in anno in tutti gli otto paesi e territori esaminati. In cima i datori di lavoro indiani (ben il 42% di prospettive di assunzione) e cinesi (40%) che guidano la classifica asiatica con le intenzioni di reclutamento più ottimistiche.

In Italia migliora il sentiment, ma non c'è ancora ripresa

I datori di lavoro italiani prospettano la situazione occupazionale migliore dalla fine del 2008, anche se non ci sono ancora le condizioni per parlare di una vera e propria svolta: il 15% infatti prevede un incremento del proprio organico, il 13% indica invece una riduzione e il 70% non prospetta sostanziali variazioni.

In America prospettive positive per quasi tutti i paesi del continente

Per quanto riguarda l'America, infine, le previsioni di assunzione dei datori di lavoro sono più forti rispetto al primo trimestre del 2010 in tutti i paesi, tranne nel Guatemala. L'ottimismo è di casa soprattutto in Brasile e in Perù; le intenzioni di assunzione tra i datori di lavoro statunitensi restano invece modeste, ma comunque sui livelli più alti degli ultimi tre anni.

La classifica dei Paesi con la maggiore previsione netta di impiego nel primo trimestre 2011:

1.India (42%)

2.Cina (40%)

3.Taiwan (37%)

4.Brasile (36% senza aggiustamento stagionale)

5.Turchia (27% senza aggiustamento stagionale)

6.Singapore (26%)

7.Perù (22%)

8.Australia e Hong Kong (21%)

9.Costa Rica (19%)

10.Argentina (19%)
 




Stime INPS fino al 2037: le pensioni crolleranno

I dossier dell'Inps con le stime sulle pensioni fino al 2037, contenuti nel bilancio tecnico dell'Ente, ci offrono un quadro non proprio incoraggiante delle pensioni future, che si attesteranno sul 47 per cento del reddito, per chi entra ora nel mondo del lavoro, e che per i precari (parasubordinati) saranno di importo medio di 6.351 euro annui, cioè 529 euro al mese, pari al 14 per cento del reddito. Inoltre, ci svela l'Inps, l'invecchiamento della popolazione metterà a dura prova anche questi conti così sfavorevoli ai pensionati futuri.
Il grado attuale di copertura della pensione, per i lavoratori dipendenti, è del 52 per cento della retribuzione, che scenderà gradualmente, fino ad arrivare al 47 per cento, nel 2037. Ciò è il risultato del graduale passaggio in atto, dal sistema retributivo (pensioni calcolate in base al reddito) a quello contributivo (pensioni calcolate in base ai contributi effettivamente versati), solo parzialmente compensato dalla previdenza integrativa, che consente di destinare quella che un tempo era la liquidazione (il Tfr) ad alimentare la rendita pensionistica.
Il grado di copertura della pensione per i lavoratori parasubordinati, stimato dall'Inps, nel 2037 sarà del 14 per cento del reddito, ma, in verità, non ci sono ancora dati sufficienti per effettuare calcoli attendibili, considerato che una parte dei contribuenti della "gestione separata" versa contributi relativi ad un secondo lavoro. I diversi centri di ricerca privati stimano invece un grado di copertura tra il 36 e il 50-55 per cento.

Prospettive anche più nere sono quelle dei professionisti, coperti non dall'Inps, ma da ben 29 diverse casse previdenziali, autonome dal 1994 (decreto legislativo 509/94). Biologi, psicologi e agrari riceveranno il 25 per cento del reddito attuale, mentre ai giovani avvocati o ingegneri andrà circa il 50 per cento. E i contribuiti spesso si abbassano ulteriormente, rispetto a quanto guadagnato, a causa della quota di "nero" che caratterizza molte professioni. Ma di questo non si potranno certo lamentare.




Bankitalia: i lavoratori in futuro saranno esposti a un forte rischio previdenziale

Molti lavoratori, una volta in pensione, potrebbero non avere risorse sufficienti a mantenere un tenore di vita adeguato. L'allarme arriva da uno studio di Bankitalia, che sottolinea come la diminuzione del tasso di sostituzione tra retribuzione e pensione previsto nei prossimi anni e l'ancora scarsa adesione alla previdenza integrativa fara' si' che i lavoratori in futuro saranno 'esposti a un forte rischio previdenziale. Lo studio e' dei ricercatori Giuseppe Cappelletti e Giovanni Guazzarotti.

fonte: ANSA


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APOLOGIA DELLA SCUOLA PUBBLICA LAICA - Carlo Bernardini

La scuola pubblica come principale investimento culturale delle democrazie avanzate. Questo significa ricostruire il tessuto civico sul quale si innestano le condizioni stesse dello sviluppo economico e si ridefiniscono tempi, modi e spazi della mediazione politica. Ma l'attribuzione di una nuova centralità all'istruzione come luogo di formazione delle generazioni future passa necessariamente attraverso un ripensamento del "pubblico", di cui deve farsi garante lo Stato riaffermando la dimensione della laicità nell'apprendimento e nell'insegnamento. Proprio dai protagonisti del nostro sistema scolastico e universitario bisogna ripartire, operando un processo di riqualificazione del personale docente, nel riconoscimento del suo ruolo sociale e nella determinazione della sua professionalità. La società è chiamata a mettere a disposizione dei propri figli, dei propri nipoti, dei propri ragazzi, per i cittadini del domani le migliori risorse umane, impegnandosi a rispettarne competenze e a riconoscerne retribuzioni e tutele sindacali corrispondenti al rilevante lavoro che svolgono. Una democrazia avanzata, degna di tale fama, è tenuta a dare e garantire ai propri cittadini una scuola pubblica con queste caratteristiche.

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AL DIPLOMA E ALLA LAUREA CON LA DISLESSIA - Giacomo Guaraldi; Paola Pedroni; Margherita Moretti Fantera

STORIE DI VITA E METODOLOGIE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO E L'UNIVERSITA'

Di difficoltà e disturbi specifici di apprendimento — riferiti a studenti della scuola primaria e secondaria, ma anche universitari — si parla sempre di più, ma su queste problematiche la competenza di docenti, genitori e altri operatori interessati può e deve crescere ancora molto.
Il libro le affronta fornendo sia informazioni sia indicazioni e piste di lavoro: il necessario ricorso alle teorie è infatti sempre condotto alla luce e in vista delle esigenze di chi opera quotidianamente nel campo educativo.
Raccogliendo le esperienze e le storie di studenti di scuola secondaria di secondo grado e universitari, senza filtri né censure, il volume individua criticità e modalità/relazioni di aiuto traducendo le esperienze che si sono rivelate positive in concreti suggerimenti educativi e/o percorsi didattici.
Permette così di comprendere meglio come, attraverso un grande impegno, le persone con disturbi specifici di apprendimento raggiungano i livelli più alti della scolarizzazione, combattendo per farsi accettare nella loro diversità e dimostrando che, pur con le oggettive difficoltà, si può imparare e crescere anche con la dislessia.

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DECOSTRUIRE FORMANDO - A. ERBETTA (CUR.)

CONCETTI, PRATICHE, ORIZZONTI

Il volume si articola su tre livelli di analisi. In primo luogo sui presupposti teorici della critica radicale come metodo di formazione pedagogica. In secondo luogo sulla descrizione di un seminario/tipo di formazione e sulla definizione di una specifica e originale metodologia che consente di sperimentarlo nelle diverse situazioni operative. In ultimo sulla descrizione/interpretazione dei tre campi di applicazione - la scuola, le professioni di cura, l'educazione territoriale - in cui, tramite l'esemplarità di alcune esperienze concrete, si mettono in gioco le diverse professionalità pedagogiche. Concepito come modello d'intervento educativo, il testo si presenta in forma di strumento/guida per coloro che, impegnati a fronteggiare la crisi del cambiamento formativo nei diversi campi di lavoro, intendono agire secondo una prospettiva che lega in maniera radicale il tema della formazione all'analisi complessa dei processi culturali e sociali. In questo senso il volume si rivolge non solo agli studiosi e agli studenti universitari di discipline pedagogiche e di scienze umane, ma soprattutto a insegnanti, educatori e responsabili delle professioni sanitarie.

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IL RUSSO TECNICO-SCIENTIFICO + AUDIO CD - ELISA CADORIN, IRINA KUKUSHKINA

Testi, esercizi e traduzioni - Lessico e note grammaticali

Lo studio del russo all'università, tradizionalmente orientato alla comprensione del testo letterario, ha sempre trascurato l'espressione dell'azione concreta e la traduzione dall'italiano in russo di testi tecnici e scientifici, un campo di conoscenze e di abilità indispensabile alla pratica linguistica nel mondo del lavoro. L'attuale mole di scambi commerciali e tecnici tra Italia e Russia ha inoltre aumentato in modo considerevole le occasioni di uso orale e scritto del russo tecnico-scientifico, non solo per la traduzione di documenti per l'industria, ma anche per la promozione di merci e servizi di largo consumo a basso e alto contenuto tecnologico. Questo volume, nato dalla pluriennale attività professionale delle autrici, risponde pienamente a questa esigenza, guidando lo studente nello studio intensivo sistematico della traduzione tecnico-scientifica dall'italiano in russo. Nel testo è offerta una risposta sintetica a tutte le esigenze grammaticali, lessicali e traduttive specifiche, anche su argomenti spesso trascurati nel corso degli studi universitari, allo scopo di fornire uno strumento di veloce consultazione con tutto ciò che serve per allenarsi a tradurre.
 
Sommario
- 30 testi di tre livelli di difficoltà (facile, medio, difficile) in ambiti diversi: fisica, chimica, metallurgia, elettricità, elettronica, biotecnologie, antinfortunistica, istruzioni di montaggio, ricerca guasti, industria calzaturiera e tessile, automobilistica, alimentare, medicale, nautica

- Schede riassuntive delle difficoltà grammaticali: complementi, declinazione di sostantivi particolari, formazione del lessico tecnico-scientifico, numerali, note sintattiche e ortografiche

- Lessico verbale: oltre 50 "famiglie" di derivati verbali e nominali del lessico tecnico-scientifico

- Parole a confronto: sinonimi, omonimi e differenze di significato tra termini affini in più di 30 tabelle lessicali

- Chiavi degli esercizi

Autori
Elisa Cadorin, laureata in Lingue e letterature straniere a Milano, svolge attività di traduzione e interpretariato per l'industria. Insegna Mediazione orale alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici (SSML) di Milano e traduzione commerciale e tecnica nei corsi delle Associazioni Italia-Russia di Milano e Bergamo.

Irina Kukushkina si è laureata in Lingua e letteratura italiana a Leningrado. Dal 1991 vive in Italia dove svolge attività di traduzione e interpretariato. Attualmente è docente di russo del Corso di laurea in Lingue e letterature straniere dell'Università degli Studi di Milano, alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici (SSML) e all'Istituto Superiore per Interpreti e Traduttori (ISIT) di Milano. Sono autrici di Corrispondenza commerciale russa (Hoepli 1999), I verbi russi (Hoepli 1999), Kak dela? Corso di lingua russa (Hoepli 2003) e Verbo e sintassi russa in pratica (Hoepli 2007).

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IL MANAGEMENT NELLA SCUOLA DI QUALITA' - PIERO CRISPIANI (CUR.)

Il ruolo di dirigente alle prese con la complessa realtà della Scuola attuale . Questo volume aiuta ad affrontare questa complessità in vista del nuovo Concorso di Dirigente Scolastico. Il testo include un'aggiornata antologia di sintesi testuali di autori internazionali in ambito pedagogico.

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Calendario scolastico regionale delle Festività Natalizie 2010/2011

Riportiamo di seguito le indicazioni regionali di inizio e termine delle Festività Natalizie
  • Regione Abruzzo - dal 24 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 
  • Regione Basilicata - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Calabria - dal 22 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011
  • Regione Campania - dal 23 dicembre 2010 al 7gennaio 2011
  • Regione Emilia Romagna - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Friuli Venezia Giulia - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Lazio - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Liguria - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Lombardia - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Marche - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Molise - dal 23 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011
  • Regione Piemonte - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Puglia - dal 23 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011
  • Regione Sardegna - dal 23 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011
  • Regione Sicilia - dal 23 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011
  • Regione Toscana - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Trentino Alto Adige - dal 23 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Umbria - dal 23 dicembre 2010 al 5 gennaio 2011
  • Regione Valle d'Aosta - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011
  • Regione Veneto - dal 24 dicembre 2010 al 8 gennaio 2011

Accredito dello stipendio non più 3 giorni prima

La data di valuta sarà la stessa di quella di decorrenza del pagamento stipendiale

La Ragioneria Generale dello Stato, con la circolare n. 9 del 23 febbraio 2010 illustra le principali novità in materia di accreditamenti introdotte dal decreto legislativo n. 11 del 2010, limitatamente al pagamento di stipendi e di pensioni da parte delle Amministrazioni dello Stato e dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche – Inpdap.

In particolare, a decorrere dal prossimo 1° marzo, nell’emettere i titoli di spesa per il pagamento di stipendi e di pensioni, le Amministrazioni interessate dovranno tenere debitamente conto dei termini previsti per l’accreditamento delle partite stipendiali e pensionistiche e dei tempi di esecuzione delle relative disposizioni di pagamento, in quanto il decreto in esame, all’articolo 23, dispone che la data di valuta per l’accredito di somme sul conto del beneficiario di un pagamento non possa essere successiva alla giornata operativa in cui l’importo dell’operazione è accreditato sul conto del prestatore di servizi di pagamento del beneficiario, cioè dell’istituto di credito di cui il soggetto beneficiario si avvale.

IMPORTANTE

Allo stesso modo, la disponibilità delle risorse per il beneficiario è contestuale all’accredito delle stesse sul conto acceso presso il medesimo istituto di credito.

Secondo le nuove norme, considerate le scadenze mensili di pagamento degli stipendi e delle pensioni, l’estinzione del titolo di spesa dovrà essere fissata lo stesso giorno stabilito per l’accreditamento e non più con tre giorni di anticipo, come previsto fino ad ora dall’articolo 4 del D.P.R. n. 21/1984.

Il TFR e i fondi pensione - Riccardo Cesari

Milioni di italiani devono decidere come utilizzare al meglio il loro Tfr per integrare e accrescere in maniera significativa le pensioni di domani, dato che - per una serie di ragioni strutturali - il vecchio sistema previdenziale è entrato in crisi e non è più in grado di assicurare un dignitoso tenore di vita ai futuri pensionati, soprattutto nel caso dei lavoratori più giovani. Il volume aiuta a orientarsi nel nuovo mondo della previdenza complementare, rispondendo ad alcune domande essenziali. In che cosa è consistita la riforma pensionistica che ha preso l'avvio negli anni '90? Era davvero necessaria? Sono all'orizzonte altri cambiamenti? Come sarà la nuova pensione? Che cos'è un fondo pensione? Quali sono i costi e i rendimenti attesi? E soprattutto che fare del Tfr? Con l'avvertenza che anche non fare nulla è una scelta, che ha precise e importanti conseguenze.

La pensioni tradita - Beppe Scienza

Conti alla mano perché conviene tenersi il TFR e non aderire ai fondi pensione

Il libro sostiene la tesi che almeno per ora conviene tenere il Tfr in azienda, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche o ideologiche. Troppi sono i suoi vantaggi, troppi i difetti e gli aspetti ancora oscuri della previdenza integrativa. Che poi le aziende con almeno 50 dipendenti versino il Tfr maturando all’Inps non cambia nulla per gli interessati.

Da oggi in pensione! - Franco Voli

Come riappropriarsi della vita quando si smette di lavorare

Le persone che si annoiano dopo la pensione sono quelle che guardano al passato con rimpianto e pensano che non ci sia più niente da fare. In realtà, il modo migliore per non annoiarci è riuscire a godersi il presente essendo consapevoli di quello che siamo. Nel corso di questo libro affronteremo i diversi modi di stabilire una buona convivenza con noi stessi, con la nostra famiglia, con i nostri amici e con le altre persone con cui abbiamo quotidianamente a che fare. Il libro ci offrirà informazioni ed esempi utili a farci riflettere sui nostri desideri, sulle nostre aspettative, sul nostro modo di relazionarci e di comunicare, stimolandoci a diventare delle persone in grado di godersi ogni singolo giorno della loro vita dopo la pensione, se solo decidiamo che ci interessa farlo!

Fondi pensione - Sergio Sorgi

Una guida che risponde al bisogno di capire "cosa fare", ideata per aiutare a scegliere. Un libro "per la pensione" e non "sulla pensione". Uno strumento indipendente e di semplice lettura dal taglio operativo. Un consulente in tasca che suggerirà come muoversi in un terreno impervio e per molti versi ancora confuso.

Strategia della pensione - Maurizia Rossella

Giovanna Da Sole è un'insegnante di scuola pubblica. Lavora con stranieri provenienti da ogni parte del mondo e si dedica con passione ai corsi di italiano in classi multietniche formate da studenti di varie età, culture, religioni. Pur amando il suo lavoro, la professoressa insegue da anni il miraggio della pensione, ma non riesce mai a raggiungere i requisiti necessari perché le leggi cambiano di continuo. Giunta a fine carriera, la sorte si farà beffe di lei, che dovrà affrontare l'ultimo anno di servizio lontana sì dalle aule scolastiche, ma per un motivo davvero imprevisto.

FATE I COMPITI! - Lucia Rizzi

In tempi di crisi conclamata della scuola, di professori sull'orlo di una crisi di nervi, di bullismo dilagante e crescente disaffezione verso lo studio, sarebbe fantastico poter semplicemente comporre il numero di "SOS Tata" e chiedere aiuto a una moderna Mary Poppins che con garbo e fermezza rimettesse tutti in riga... Forse non è solo una fantasia, non del tutto almeno: la tata Lucia Rizzi è pronta a cimentarsi con lo spinoso mondo scolastico e con le ansie e i conflitti che lo studio porta in tante famiglie. Il progetto è contemporaneamente ambizioso e molto semplice: trasporre le esperienze della tata Lucia con bambini e ragazzi difficili in un manuale immediato e utile per risolvere i problemi pratici dei nostri figli alle prese con compiti, insegnanti e compagni di classe.

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CONTRO L'ORA DI MATEMATICA - Paul Lockhart

Formule da memorizzare, procedure da seguire, definizioni da ripetere parola per parola, simboli astrusi da manipolare: è questa la matematica? No, è solo la triste caricatura cui l'ha ridotta la scuola. A dirlo è un professore che ha deciso di rivoluzionare i metodi di insegnamento ansiogeni, terroristici, frustranti che il programmagli imporrebbe. Perché la vera matematica è una sublime forma d'arte, e la creazione e l'esplorazione di un mondo immaginario abitato da creature fantastiche, è "poesia della ragione". Questo piccolo libro ricolmo di passione è insieme una critica impietosa a un'istruzione che uccide ogni piacere della scoperta e un inno gioioso alla libera attività dello spirilo.

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LA CLASSE - Francois Begaudeau

Il film che ha vinto la Palma d'Oro 2008 a Cannes nasce da un romanzo francese che ha al centro la scuola, la difficoltà di essere professori in un mondo in cui troppo spesso gli adulti sono o sospettano di essere dalla parte del torto. Intessuto di dialoghi comici e bizzari che hanno il ritmo di un rap, il libro misura la distanza tra la fissità del sapere scolastico e l'allegra fluidità dell'immaginario studentesco, ma non dà giudizi e non si schiera a favore dell'uno o dell'altro. Ne fotografa l'abissale incompatibilità con l'idea che ormai è nella scuola che si gioca l'unica vera lotta di "classe".

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SIAMO TUTTI MAFIOSI? I GIOVANI INCONTRANO LA MAFIA - Oriana Boldrin (cur.)

La morte di Cristina Pavesi, a soli 22 anni vittima della mafia del Brenta, ha favorito la nascita di un concorso annuale di livello nazionale a lei dedicato che coinvolge molti istituti scolastici. I testi qui raccolti sono scritti da studenti di tutta Italia che si sono confrontati con il problema della mafia e per la prima volta sono proprio loro a parlarne. Le loro parole, i loro pensieri, talvolta ingenui, persino sgrammaticati, hanno l'innocenza necessaria per sperare di vincere una battaglia che gli adulti non sembrano saper condurre. In questi scritti gli acerbi pensieri che genereranno il nostro domani. Le royalties di questo volume saranno devolute all'associazione "Libera" di don Luigi Ciotti.

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COLTI SUL FATTO - Marco Travaglio

NANI E PAGLIACCI, MUFFI E LOMBRICHI DI FINE REGIME SUL "FATTO QUOTIDIANO"

Il 23 settembre 2009 esce il primo numero del "Fatto Quotidiano", un giornale che si caratterizza subito per la sua libertà e indipendenza dai poteri forti e deboli, dai partiti vecchi e nuovi, oltre che per la sua intransigente ricerca della verità e della giustizia. È una scommessa nella quale ha creduto forse più di tutti - insieme al direttore Antonio Padellaro - Marco Travaglio, uno dei fondatori e soprattutto uno degli editorialisti di punta. I suoi articoli in prima pagina sono precisi e documentati atti d'accusa, sorretti da una devastante forza satirica. Come scrive nella prefazione Barbara Spinelli, Colti sul Fatto "narra un pezzo di questa storia italiana, che appunto è storia criminale e noir essendo tempestata di leggi ad personam, di giornali e giornalisti che non fanno il loro lavoro cui sono chiamati, della privatizzazione del nobile e rischioso compito che è la politica. Il filo conduttore che lega i testi è il rispetto dei fatti, la lotta contro le verità (e le falsità) ridotte a opinioni (...). Grazie a Travaglio, siamo in grado di percepire ancor meglio e di temere quella che Hannah Arendt chiamava defattualizzazione della realtà".

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IL CUORE E LA SPADA - Bruno Vespa

Nel centocinquantenario dell'unità d'Italia, Bruno Vespa ripercorre quasi due secoli di vita italiana - dai primi vagiti del Risorgimento alle ultime convulsioni dello scontro tra Berlusconi e Fini - componendo un affresco in cui gli uomini e le donne che hanno fatto (e stanno facendo) il nostro paese escono dal Pantheon della storia per raccontare le loro vicende politiche e private. Rivivono così le gesta e gli amori degli "eroi" dell'epopea risorgimentale: Cavour, impegnato a tenere a bada i drammatici pasticci organizzativi di Mazzini e lo spirito d'avventura di Garibaldi; Vittorio Emanuele II e la contessa di Castiglione, con le loro imprese erotiche e patriottiche. E poi la geniale spregiudicatezza di Giolitti, convinto monogamo, e le follie sessuali e politiche di d'Annunzio; la tempestosa vita sentimentale di Mussolini e la solitudine di Gramsci. E ancora, il drammatico confronto tra De Gasperi e Togliatti, tanto diversi in politica come in amore, e l'Italia del miracolo economico, in un mondo congelato dalla guerra fredda. Moro, Fanfani e Andreotti, protagonisti democristiani della lunga stagione del centrosinistra e del "compromesso storico"; l'irriducibile antagonismo tra Craxi e Berlinguer, gli anni di Tangentopoli e, infine, l'avvio traumatico della Seconda Repubblica e del lungo protagonismo di Berlusconi nella vita politica italiana.

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A scuola con il mondo - Angela Linda Zammataro

Storia di vita e di intensa sperimentazione psico-pedagogica, “A scuola con il mondo” racconta l'esperienza didattica di Angela Linda Zammataro: una maestra romana che, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, mise la sua vita al servizio di una nuova idea di scuola. Con un linguaggio appassionato e appassionante, il lavoro della Zammataro riflette su una realtà. in perenne mutamento, come quella che avrebbe portato la scuola a cimentarsi con la tematica dell'interculturalità, e, non senza ironia, denuncia i retaggi conservatori che ancora pesano sulle istituzioni didattiche italiane. Il risultato è un testo in cui, al valore scientifico, si unisce l'importanza di una testimonianza fondata su un nuovo e concreto metodo pedagogico: la Psicoanimazione; un approccio in grado di affrontare positivamente le più scottanti questioni sociali - dall'integrazione degli alunni provenienti da contesti extraeuropei all'insegnamento ai diversamente abili - e di ricondurre le stesse all'interno di un percorso più ambizioso: quello in grado di rifondare una scuola davvero capace di riportare il bambino al centro del processo educativo per contribuire alla formazione di esseri liberi e pensanti.

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Il Nuovo Obbligo di Istruzione

La L 27.12.06, n. 296, art 1 c 622 ha innalzato l'obbligo di istruzione a dieci anni. Nel documento tecnico, allegato al DM della Pubblica Istruzione del 22.08.07, n 139, sono indicate le competenze chiave di cittadinanza attese al termine dell'istruzione obbligatoria.

La L 06.08.08 n. 133, art 64, c 4bis, consente di assolvere l'obbligo di istruzione, oltre che nei percorsi scolastici, anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del D lgs 17.10.05, n 226, e - fino alla completa messa a regime delle disposizioni dello stesso Decreto - nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'Accordo del 19.06.2003, realizzati da strutture formative accreditate ai sensi del DM 29.11.07.

Esami di licenza media per alunni con disabilità

DOMANDA

Conosco 5 ragazzi diversamente abili (tra i 13 e i 15 anni) che fino a giugno hanno frequentato una scuola Primaria Speciale, sempre con i loro PEI.

Si sono presentati presso una Scuola Media Statale locale come privatisti a sostenere gli esami di terza media. Previ accordi con Dirigente e membri interni, è stato accordato un programma "facilitato" sulla base delle competenze raggiunte, come da documentazione fornita.

Il Presidente di Commissione, però, ha preteso che i ragazzi affrontassero ANCHE lo scritto di inglese (materia che loro NON hanno MAI studiato) e la prova Invalsi, esponendoli ad un grande carico emotivo, con rischio di frustrazione a causa dell'insuccesso. Inoltre verranno interrogati all'orale, non tenendo in considerazione solo la loro tesina (frutto di grande impegno ed enormi sforzi da parte loro, degli operatori scolastici e delle loro famiglie), ma rischiano anche che sia loro posta qualche domanda in inglese. Infine, cosa a mio avviso gravissima, non intende concedere ai ragazzi l'attestato, bensì solo i crediti formativi. Dalle numerose leggi lette, non mi pare stia agendo nella legalità (un discorso a parte andrebbe fatto per l'umanità), ma vorrei una gentile conferma ed un aiuto per aggrapparmi a tutto, pur di premiare meritatamente questi ragazzi, dando loro semplicemente ciò che mi sembra dovuto.

RISPOSTA

il Decreto Ministeriale 10 dicembre 1984 (Esami Licenza Media) stabilisce che "La possibilità di svolgimento delle prove differenziate riguarda gli alunni interni nonché candidati privatisti che abbiano presentato al preside nella scuola media presso la quale chiederanno di sostenere l'esame di licenza un piano di studio individualizzato elaborato, per quanto possibile, secondo i criteri di cui alla Circolare ministeriale n. 258 del 22 settembre 1983 relativa alle intese fra scuola, enti locali e UU.SS.LL. in materia di integrazione scolastica degli alunni portatori di handicaps".

La Circolare 20 maggio 2010, n. 49 sulla valutazione degli alunni ed esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (anno scolastico 2009-2010) afferma che per gli alunni con disabilità sono predisposte, utilizzando le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, prove di esame differenziate, comprensive della prova a carattere nazionale INVALSI, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove sono adattate, ove necessario in relazione al Piano Educativo Individualizzato, a cura dei docenti componenti la Commissione.

Nel diploma di licenza degli alunni con disabilità e degli alunni con disturbi specifici di apprendimento è riportato il voto finale in decimi, senza menzione alle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove secondo gli art. 9 comma 3 - art. 10 comma 2 Decreto Presidente Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.

Agli alunni con disabilità che non conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l'iscrizione e per la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi, validi anche per l'accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione secondo l'art. 9 commi 4 e 6 Decreto Presidente Repubblica 22 giugno 2009, n. 122

Inoltre, con la Circolare 7 giugno 2010, n. 50, vengono stabiliti gli adempimenti da seguire per la prova nazionale dell'esame di Stato al terzo anno della Scuola Secondaria di primo grado.


Integrazione scolastica nelle Scuole paritarie

DOMANDA

Vorrei avere il vostro aiuto per sapere se una scuola paritaria ha gli stessi diritti di una statale nel richiede il sostegno per grave disabilita. Sto parlando di una scuola primaria. Se sì, posso avere i riferimenti di legge, così da contestare il "no" degli assistenti sociali del nostro municipio di appartenenza?

RISPOSTA

In base alla Legge 10 marzo 2000, n. 62 e al Decreto Ministero Pubblica Istruzione 29 novembre 2007, n. 267, si definiscono Scuole paritarie, a tutti gli effetti degli ordinamenti vigenti (in particolare per quanto riguarda l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale), le Istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli Enti locali, che, a partire dalla Scuola per l'infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia di cui all'art. 1 commi 2, 3, 4, 5 e 6 Legge n. 62/2000.

Alle Scuole paritarie private è assicurata piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico. Tenuto conto del progetto educativo della Scuola, l'insegnamento è improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione repubblicana. Le Scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico, accolgono chiunque (accettandone il progetto educativo) richieda di iscriversi, compresi gli alunni e gli studenti con handicap. Il progetto educativo indica l'eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attività extra-curricolari, che presuppongono o esigono l'adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa.

Le Scuole private, se ottengono la parità scolastica ai sensi della Legge n. 62/2000, sono obbligate a realizzare l'integrazione scolastica, come espressamente previsto nell'art. 1 comma 3, comma 4 lettera "e" e comma 14.

L'INSEGNANTE NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA. QUIZ SVOLTI E COMMENTATI PER LA - AA.VV.

PREPARAZIONE AI CORSI
Un completo ed aggiornato eserciziario per testare la preparazione individuale a tutti i concorsi pubblici che danno accesso al ruolo di insegnante nella scuola dell'infanzia. La normativa di settore chiarisce che la professionalità docente richiesta per questo tipo di scuola deve "promuovere lo sviluppo dell'identità, dell'autonomia, della competenza, della cittadinanza" (Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione, 2007), così da "favorire l'apprendimento di comportamenti fondamentali e di conoscenze iniziali utili per acquisire le competenze successive e per rapportarsi con la società (Atto di indirizzo, 2009). Tali indicazioni trovano riscontro anche nelle materie previste dai bandi di concorso, punto di riferimento essenziale per i questionari presentati nel volume.

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LA COMPETENZA DIGITALE NELLA SCUOLA - Modelli E Strumenti Per Valutarla E Svilupparla

Il tema della competenza digitale è destinato a rimanere a lungo presente nella discussione educativa, nel quadro della riflessione sulle competenze che dovranno caratterizzare i cittadini del XXI secolo, in quanto chiama in causa la stessa scuola e la sua identità per le scelte significative che questa deve compiere riguardo a problemi fondamentali come quello della natura della/e alfabetizzazione/i su cui deve fondarsi. In contrasto con la concezione diffusa che identifica questa nozione con semplici conoscenze o abilità tecniche (ECDL, Patente Europea) e in linea con gli orientamenti internazionali recenti (OECD-PISA), il volume propone un modello di competenza digitale fondato su basi educative, per valutare (e anche favorire) la competenza digitale ai vari livelli scolastici, in un'ottica che integra la dimensione tecnologica con quella cognitiva ed etica. L'obiettivo è fornire a insegnanti e educatori lo spunto per poter realizzare autonomamente iniziative mirate a migliorare la competenza digitale dei loro studenti, e per avviare efficaci comunità di pratiche in questo settore.

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MENTORING E SCUOLA - Teorie,Modelli E Metodologie Di Intervento E Contrasto Della Dispersione Scolastica

Il volume fornisce un'ampia panoramica sul mentoring, modello educativo applicato in vari contesti (sociale, scolastico, universitario, lavoro). La trattazione si incentra sul metodo one-to-one, un mentore abbinato con un mentee, e sulle articolazioni del programma, specifiche del mondo della scuola. Nel testo si focalizza il processo costruttivo di un intervento di mentorato che parte da un'analisi dei bisogni del mondo dei ragazzi, fino ad arrivare all'identificazione di un percorso di mentoring, coinvolgendo la cittadinanza attiva, sottoforma di volontariato, e la loro formazione; ciò a potenziamento delle risorse non espresse dei ragazzi con specifici bisogni educativi. Si approfondiscono le dimensioni psicologiche del rapporto mentore-mentee, su cui fare leva nella relazione, e le ultime ricerche a conferma dell'efficacia dell'intervento. Il volume si configura come un valido strumento operativo per l'educatore (psicologo, operatore sociale, insegnante) e per lo studente universitario, in quanto offre, per la prima volta in Italia, una visione di insieme di come poter svolgere in ambito scolastico un programma di mentoring, intercettandone le finalità.

Sommario
L'origine delle pratiche di mentoring: radici teoriche e pratiche relazionali - Le funzioni del mentoring - Il mentoring a scuola - Quali dimensioni indagare - La verifica dell'intervento. Bibliografia.
 
Autori
Maria D'Alessio, preside della Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza di Roma e professore ordinario di Psicologia dello sviluppo, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche.

Fiorenzo Laghi, ricercatore in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, è docente di Teorie e tecniche di intervento nell'arco di vita presso la Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza di Roma e autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Vito Giacalone, psicologo e psicoterapeuta, insegna Psicologia educativa presso l'Università Tor Vergata di Roma e Modelli psicologici ed educativi per la scuola presso l'Università Europea di Roma. Docente dal 2002 al 2009 presso la Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza, è direttore generale dei programmi Mentoring USA/Italia Onlus.

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EDUCARE ALLA SPAZIALITA'. PERCORSI PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA E PRIMARIA - Elena Falaschi

Questo libro propone un originale programma di educazione alla spazialità rivolto ai bambini della scuola dell'infanzia e primaria. Attraverso numerose proposte didattiche, l'autrice analizza 5 diverse concezioni di spazio: lo spazio psicologico, lo spazio fisico, lo spazio sociologico, lo spazio filosofico e lo spazio biologico, per permettere ai bambini di sviluppare una specifica competenza spaziale, trasversale a tutte le discipline, costruendo a livello rappresentativo ciò che prima viene vissuto da loro sul piano pratico a livello esperienziale. II testo contiene inoltre tre questionari di indagine sulla percezione dello spazio (per la scuola dell'infanzia e per le diverse classi della scuola primaria) che si pongono come strumento preliminare di riflessione per sondare le ipotesi dei bambini relative allo spazio e poter avviare, di conseguenza, i percorsi didattici che l'insegnante ritiene più opportuni per la propria classe al fine di promuovere una vera educazione alla spazialità.

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QUIZ DI CULTURA GENERALE PER LA SCUOLA PRIMARIA - Con Le Prove Invalsi 2010 Di Italiano E Matematica Per La Quinta Classe - Giulia Bellini

Questo volume propone una scelta di test di italiano, matematica e geometria, storia, geografia, scienze, inglese pensati per il ripasso e l'approfondimento delle linee fondamentali di queste discipline, sia per tenersi in esercizio durante l'estate, sia per potenziare le conoscenze e le competenze durante l'anno scolastico. I quiz si diversificano in varie tipologie che ne rendono lo svolgimento divertente e di stimolo per la curiosità e la voglia di sapere dei ragazzi. In appendice si trova il testo integrale delle prove ministeriali INVALSI 2010 per la quinta classe della scuola primaria, somministrate nelle scuole italiane alla fine dell'anno scolastico 2009-2010. Tali test, che dal 2010 costituiscono parte fondamentale della valutazione nell'esame di terza media e che dal 2012 lo diventeranno anche in quello di maturità, sono un apparato indispensabile per allenare gli studenti alle future prove che li attendono.

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SCUOLA E PSICOLOGIA: UN'ALLEANZA POSSIBILE? - Emanuela Bittanti (cur.)

INSEGNANTI, PSICOLOGI E GENITORI IN UN PROGETTO DI PSICOLOGIA SCOLASTICA

Il mondo della scuola è incontro di culture, esperienze, emozioni, tensioni e confronti: insegnanti, genitori, allievi condividono un vissuto vario e complesso. Imparare a capirsi e a costruire insieme non è facile, perché aspettative e aspirazioni non sempre si incontrano, e i cambiamenti della società sembrano sempre più rapidi e imprevedibili. Quale psicologia può diventare una vera risorsa per la scuola? E in che modo può esserlo? Al di là delle enunciazioni teoriche, come può rispondere, con i propri strumenti, alla domanda di concretezza che così spesso i docenti pongono (e che non sempre sentono accolta)? Come favorire la costruzione di reti di scuole e di psicologi, per attrezzarsi al meglio di fronte alla complessità? Per rispondere a queste domande trentatré scuole milanesi si sono messe per la prima volta "in rete", ottenendo un finanziamento del Comune di Milano - piano infanzia L. 285/97 - e con diciotto psicologi consulenti, in collaborazione con l'Asl Milano, hanno realizzato in due anni una decisiva esperienza di psicologia scolastica. Nel testo, destinato a tutti coloro che operano nella scuola, si raccontano le strategie messe in atto e i risultati conseguiti, anche alla luce del dibattito che, a conclusione della sperimentazione, si è svolto nella giornata di studio del 22 aprile 2010.

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Permessi retribuiti nella Scuola

Chi ha il contratto della scuola (qui il CCNL Scuola 2010) a tempo indeterminato, ha diritto a permessi retribuiti per i seguenti casi, sempre in base alla documentazione, anche autocertificata, presentata:

- partecipazione a concorsi od esami: 8 giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio

- lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado: 3 giorni per evento, anche non continuativi

I permessi sono erogati a presentazione della domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del personale docente ed ATA. Il dipendente della scuola, inoltre, ha diritto, a presentazione della domanda, nel corso dell'anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Il lavoratore ha anche diritto ad un permesso retribuito di quindici giorni consecutivi in occasione del matrimonio, con decorrenza indicata dal dipendente medesimo ma comunque fruibili da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso.

Durante i periodi di permessi retribuiti al dipendente spetta l'intera retribuzione (qui gli aumenti), esclusi i compensi per attività aggiuntive e le indennità di direzione, di lavoro notturno/festivo, di bilinguismo e di trilinguismo.

Compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto della scuola a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze personali e a presentazione della domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore.

I permessi complessivamente fruiti non possono superare le 36 ore nel corso dell’anno scolastico per il personale A.T.A.; per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo orario settimanale di insegnamento. Entro i due mesi lavorativi successivi a quello dell’utilizzo del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio.

Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, dando precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso. Nei casi in cui non sia possibile il recupero per problemi imputabili al dipendente, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate. Per il personale docente l’attribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio.

Scuola: conservazione del posto di lavoro per malattia

Il dipendente con contratto della scuola (qui il contratto scuola 2010) assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi.
Per arrivare alla maturazione del predetto periodo, si sommano alle assenze dovute all'ultimo periodo di malattia, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.

Superati 18 mesi di assenza per malattia, al lavoratore che ne faccia richiesta è concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi senza però diritto ad alcuna retribuzione.
Il trattamento economico che spetta al dipendente, nel caso di assenza per malattia nel corso del triennio è il seguente:

intera retribuzione fissa mensile, compresa la retribuzione professionale docenti ed il compenso individuale accessorio, con esclusione di ogni altro compenso accessorio, comunque denominato, per i primi nove mesi di assenza. Nell’ambito di tale periodo per le malattie superiori a 15 giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al dipendente compete anche ogni trattamento economico accessorio a carattere fisso e continuativo

90% della retribuzione per i successivi 3 mesi di assenza

50% della retribuzione per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del posto

In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l’intera retribuzione.
Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all’amministrazione, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19.

Qualora il dipendente deve allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo comunicato per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione con l’indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da osservare.

Tempo Determinato: Collegato Lavoro 2010 - Legge 183, articolo 32

Novità molto importanti nel Collegato Lavoro 2010. La legge 183, articolo 32, impone, per i contratti a tempo determinato, un tempo di 60 giorni dalla data di scadenza del contratto per l'impugnazione del licenziamento.
Di questo ne avevamo già parlato! Ma quello che molti non sanno è che il termine di 60 giorni per fare causa al datore di lavoro e impugnare un contratto a tempo determinato terminato prima del novembre 2010 (data di entrata in vigore del Collegato Lavoro), è il 22 gennaio 2011.
L'articolo 32 della legge 183 in questo modo stronca le gambe a tutti i precari, con contratto a tempo determinato, che vogliano fare causa al datore di lavoro per licenziamento o per qualche altra causa legata al rapporto di lavoro a tempo determinato.

I 60 giorni imposti per il ricorso in caso di licenziamento, sono un termine molto stringente per tutti i precari a tempo determinato. Senza dimenticare che non si potranno più far valere i diritti per i contratti antecedenti al novembre 2010, sempre che non si impugni preventivamente il contratto entro il 22 gennaio 2011.
Ma ne varrebbe la pena? Impugnare il contratto significa far sapere al datore di lavoro le proprie intenzioni e questo di certo chiuderebbe le porte ad altri eventuali contratti a tempo determinato.


Scuola, gli alunni con disabilità in classe sono 185 mila

I dati del ministero dell'Istruzione: quest'anno sono 185.181 gli studenti con disabilità, 4 mila unità in più rispetto al 2009/10. Aumenta anche il numero degli insegnanti di sostegno. Nocera (Fish): "Ma il problema è il sovraffollamento"

Sono 185.181 gli alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado per l'anno 2010-2011. I dati, forniti dall'ufficio V del ministero dell'Istruzione, rivelano un incremento della popolazione scolastica disabile abbastanza contenuto, rispetto all'anno passato, quando si contavano 181.177 presenze. La crescita è di 4.004 unità. Per quanto riguarda la differenziazione nei diversi ordini e gradi, secondo il Miur gli alunni con disabilità sono 13.341 nella scuola dell'infanzia, 67.950 nella primaria, 57.050 nella secondaria di primo grado e 46.840 nella secondaria di secondo grado.

A fronte dell'aumento del numero di alunni, è cresciuto quest'anno anche il numero degli insegnanti di sostegno: sono 93.100, secondo le cifre che lo stesso ministro Gelmini aveva reso note nel corso del mese di settembre. A questi, si sono aggiunti (o si aggiungeranno) i docenti assunti in deroga laddove è stato o sarà evidenziata la necessità di ulteriore sostegno.

"La situazione - commenta Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap) - sembra sana dal punto di vista del rapporto tra studenti disabili e insegnanti di sostegno, ma quello che probabilmente non è sano è la distribuzione degli alunni, non solo disabili, nelle diverse classi: i relativi dati infatti non sono stati ancora forniti dal Ministero, e noi riteniamo che il problema del sovraffollamento sia irrisolto". Il sovraffollamento, cioè l'alto numero di alunni complessivi e di alunni disabili nelle classi, è stato in effetti il punto dolente dell'anno passato e situazioni simili, secondo le segnalazioni delle famiglie alle associazioni delle persone disabili, non mancano neppure quest'anno. (Chiara Ludovisi)

Università. Corso su autismo e tecniche del comportamento

Gratuito, il corso di perfezionamento è promosso dall'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Angsa. Hanau (Università): "Colmare una grave lacuna nella formazione degli insegnanti"

Colmare una lacuna nella formazione degli insegnanti di domani ed evitare che l'assenza di tecniche comportamentali per bambini con autismo e altri disturbi evolutivi globali diventi poi un danno per gli stessi a livello scolastico ed educativo: sono questi gli scopi del corso di perfezionamento promosso dall'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Angsa - Associazione nazionale genitori soggetti autisitici e con il contributo della Fondazione Mondadori.

"Le metodiche basate sull'analisi del comportamento, chiamate Aba, ovvero Applied Behaviour Analysis, sono - spiega in un comunicato a nome di tanti genitori Ghelardoni, dell'Angsa Liguria - il primo degli interventi nominati nelle linee guida della Società italiana di neuro psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia) per l'autismo. Anche coloro che non sono a favore dei metodi più rigorosamente fedeli alla prima impostazione di Lovaas, sono convinti che le metodiche basate su Aba debbano fare parte della cassetta degli attrezzi di tutti coloro che lavorano su bambini e adulti con autismo".

L'iscrizione al corso è gratuita e il corso si svolge da febbraio a giugno 2011 nei gironi si venerdi pomeriggio e sabato mattina. E' prevista l'attribuzione di 30 Cfu - Crediti formativi universitari, equivalenti a un semestre di corso universitario. Per l'iscrizione è sufficiente il diploma magistrale e una esperienza di lavoro, oppure il diploma quinquennale della scuola media superiore.

Per coloro che risiedono lontano dalla sede di Reggio, per i quali sarebbe impensabile la frequenza del corso nella sede principale, è prevista la trasmissione in diretta delle lezioni via telematica. La frequenza, che per dare accesso all'esame finale deve coprire almeno il 70% delle lezioni, verrà certificata anche agli uditori che vorranno iscriversi alle classi periferiche. Il materiale di studio formato dalle videoregistrazioni e dai documenti verrà inserito nel sito appositamente costruito.

Il bando è disponibile cliccando qui


Disabilità: Chiarimenti sulla validità dell'anno scolastico a causa di assenze per malattie

Assenze superiori a un quarto dell'orario di frequenza previsto nell'anno scolastico sono causa di non ammissione agli esami di Stato o la bocciatura dell'alunno. Il ministero è intervenuto per chiarimenti in merito alle assenze di studenti che, a causa della malattia, usufruiscono di istruzione in ospedale o a domicilio

L'articolo 14 del Dpr 122/09 stabilisce che le assenze da scuola superiori a un quarto dell'orario di frequenza previsto nell'anno scolastico determinano la non ammissione agli esami di Stato o la bocciatura dell'alunno. Sulla questione è stata emanata una precisazione da parte del ministero per la Pubblica istruzione. In seguito ai numerosi quesiti giunti alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per l'autonomia scolastica riguardanti la posizione scolastica degli alunni che, per causa di malattia, permangono in ospedale o in altri luoghi di cura ovvero in casa per periodi anche non continuativi durante i quali seguono momenti formativi sulla base di appositi programmi di apprendimento personalizzati predisposti dalla scuola di appartenenza o che seguono per periodi temporalmente rilevanti attività didattiche funzionanti in ospedale o in luoghi di cura, il direttore generale Mario Dutto si è espresso affermando che tali periodi non possono essere considerati alla stregua di ordinarie assenze, ma rientrano a pieno titolo nel tempo scuola, come si evince dall'articolo 11 del Dpr 22 giugno 2009 numero 122.

Ulteriori chiarimenti arrivano dalla Nota ministeriale numero 7736 del 27 ottobre 2010. Nella Nota si precisa che le assenze, di chi segue la formazione scolastica in ospedale o a domicilio, non invalidano l'anno scolastico, in quanto in tali periodi l'alunno prosegue la sua formazione con attività didattiche collegate alla classe che dovrebbe frequentare anche se effettuate in un luogo diverso. A conferma di ciò la Nota cita anche l'articolo 11 dello stesso Dpr che tratta di istruzione in ospedale o a domicilio.

Istruzione a domicilio o in ospedale. La circolare 60 del 2004 detta norme e assegna finanziamenti per le scuole che seguono alunni costretti a trattenersi in ospedale o a domicilio, per cause salutari, per un periodo superiore a 30 giorni. Si tratta di una normativa fondamentale per garantire il diritto allo studio ad alunni con o senza disabilità che non possono frequentare la propria scuola a causa, ad esempio di deficienze immunitarie o di altre cause sanitarie.

Condizioni necessarie per poter ottenere la presenza di docenti della propria scuola in ospedale o a casa sono: la diagnosi medica che precisi la causa di impedimento e la sua durata, l'iscrizione alla propria scuola e l'assegnazione della classe. I finanziamenti previsti dalla circolare riguardano il pagamento degli insegnanti assegnati a questo compito e progetti sperimentali particolari come, ad esempio, la possibilità di collegamento telefonico, via Internet o tramite videocamere con la classe e l'ospedale o il domicilio dell'alunno. Ciò consente all'alunno di mantenere i contatti con la classe o di inviare prove di cui riceverà la valutazione. Il risultato è che questi alunni sono valutati legalmente come se fossero presenti in classe.

di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish

Studenti dislessici, presentata al Senato la nuova legge

La norma dedicata ai 350 mila studenti italiani affetti da dislessia e discalculia è stata voluta da tutto il Parlamento, senza distinzione tra maggioranza e opposizione. Tra le novità introdotte: diritto a una diagnosi precoce, piani didattici personalizzati, dispensazione da alcune attività e utilizzo di strumenti tecnologici. Rosabianca Leo, presidente dell'Aid: "Il testo è salto di qualità rispetto al passato, ma siamo solo all'inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole"

Vita nuova a scuola per i 350 mila studenti italiani affetti da Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) come la dislessia o la discalculia. Il 29 settembre è stata varata una legge ad hoc che riconosce questi disturbi e stimola la scuola a individuarli precocemente definendo i luoghi e le tappe del percorso diagnostico-formativo attraverso l'utilizzo di strumenti dispensativi e compensativi. La legge e i suoi obiettivi sono stati presentati ieri al Senato dall'Associazione italiana dislessia (Aid), insieme ai presidenti delle commissioni Istruzione del Senato, Guido Possa, e della Camera, Valentina Aprea. Con loro, altri parlamentari di maggioranza e opposizione della commissione Istruzione pubblica e Beni culturali del Senato, Franco Asciutti e Vittoria Franco, e Manuela Ghizzoni, della commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera, a testimonianza di una legge voluta da tutto il Parlamento.

"Sono soddisfatta, anche come genitore, perché questa legge riconosce finalmente dopo tante battaglie l'esistenza della dislessia e di altri disturbi specifici di apprendimento stimolando la scuola a individuarli precocemente e definendo i luoghi del percorso diagnostico e didattico", ha affermato Rosabianca Leo, presidente Aid, rivolgendo un particolare ringraziamento alla Fondazione Telecom Italia, "partner della nostra Associazione, che ci ha assicurato nel portare avanti importanti iniziative di formazione, informazione e supporto agli studenti anche in assenza di questa norma". La presidente dell'Aid ha quindi spiegato che il tavolo di lavoro con il ministero dell'Istruzione in merito alle linee guida sulla legge è già stato aperto. "Certo - ha sottolineato Leo - siamo solo all'inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole, soprattutto sul tema della formazione dei dirigenti scolastici e le strutture del Servizio sanitario nazionale. Il testo è certamente un salto di qualità rispetto al passato, ma va migliorato sia sotto l'aspetto della valutazione sulla sua effettiva applicazione sia con l'inserimento di sanzioni per chi non rispetta la normativa".

Ma torniamo alla legge. Diritto ad una diagnosi precoce, piani didattici personalizzati, dispensazione da alcune attività (come ad esempio scrivere alla lavagna o leggere a voce alta) e utilizzo di strumenti tecnologici (videoscrittura, calcolatrice e computer) di sostegno. Sono solo alcune delle novità introdotte dalla nuova normativa. Una battaglia lunga, che ha visto protagonista l'Aid e che eviterà ai ragazzi affetti da Dsa che le problematiche connesse ai loro disturbi possano essere una condizione di svantaggio nel corso della loro vita. Una legge che va incontro alle esigenze dei bambini e delle famiglie, per cui sono previste anche norme per ottenere orari di lavoro flessibili. Per avviare le nuove disposizioni è previsto un finanziamento di 2 milioni di euro complessivi per gli anni 2010-2011 per la preparazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. Inoltre, qualora non sia disponibile effettuare diagnosi presso le strutture del Sistema sanitario nazionale, la legge dà la possibilità di effettuarle presso strutture accreditate.

Entro quattro mesi dall'approvazione dovranno poi essere approntate le linee guida da parte del ministero dell'Istruzione e l'Aid ha già formulato una proposta sui Piani didattici personalizzati già promossa da Aid per mezzo del suo servizio di assistenza denominato Help-line, al quale sempre più genitori, scuole ed insegnanti si rivolgono in cerca di aiuto. In Italia infatti sono circa 350mila gli studenti tra i 6 e i 19 anni (il 4-5% degli alunni) affetti da Dsa. Le scuole e i docenti avranno un ruolo fondamentale. A loro, infatti, il compito di elaborare i Piani didattici personalizzati (Pdp). L'obiettivo del Pdp è permettere una buona/migliore qualità di vita ad ogni studente e studentessa con Dsa, dando loro la possibilità di "imparare" nel rispetto delle proprie caratteristiche. È quindi un piano "didattico" e personalizzato, perché i docenti delle diverse discipline, lavorando in "squadra", dovranno considerare i punti di forza del proprio alunno e i suoi bisogni particolari, cioè personalizzarlo rispetto alle necessità del ragazzo. Ad elaborare i Piani sarà un team dei docenti o il consiglio di classe, anche attraverso una fase preparatoria d'incontro e di dialogo tra docenti, famiglia e specialisti nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze.

Uso improprio del docente di sostegno per le supplenze. Si pronuncia il ministero dell'Istruzione

Il ministero dell'Istruzione ha riaffermato l'obbligo di nomina di supplenti anche per periodi inferiori a 5 giorni nella primaria e a 15 nella secondaria. Non si può fare un uso improprio degli insegnanti di sostegno utilizzandoli in caso di assenza degli altri docenti, quando l'alunno disabile è presente a scuola

Il ministero della Pubblica istruzione si è pronunciato sul divieto di utilizzo improprio dell'insegnante di sostegno per supplenze, quando l'alunno assegnato è presente a scuola, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili. Con la nota ministeriale prot. 9839 dello scorso 8 novembre, si riafferma l'obbligo di nomina di supplenti anche per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria e a 15 giorni nella scuola secondaria. L'intervento del ministero fa seguito alle continue segnalazioni riguardanti la difficoltà delle istituzioni scolastiche di assicurare la piena funzionalità delle attività didattiche in caso di assenza temporanea del personale docente. Innanzitutto, la direzione generale per il personale scolastico del ministero ha ribadito l'obbligo di provvedere alla sostituzione del personale assente, in primo luogo con personale scuola in sovrannumero o con ore a disposizione o in contemporaneità non programmata in applicazione di quanto previsto dall'articolo 28, commi 5 e 6, del Contratto collettivo nazionale 2007 e, in subordine, mediante l'attribuzione di ore eccedenti a personale in servizio e disponibile nella scuola fino a un massimo di sei ore settimanali oltre l'orario d'obbligo.

L'istituto delle ore eccedenti (definite ogni anno ed esaurite in fretta) ha natura emergenziale e ha come obiettivo quello di consentire la sostituzione immediata e limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente diritto. Quindi, nel caso in cui la sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione o attribuzione di ore eccedenti (nel limite delle risorse assegnate) non siano praticabili o sufficienti, i dirigenti scolastici possono nominare personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria o a 15 giorni nella scuola secondaria. L'obiettivo primario dell'istituto scolastico deve essere, infatti, quello di assicurare il diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche. Rispetto all'obbligo di nominare supplenti anche per assenze inferiori a 5 (per le primarie) e 15 (per le secondarie) va sottolineato che si tratta di un obbligo già affermato con la sentenza della Corte dei Conti 59/04 che finalmente viene affermato anche dal ministero.

Nella nota ministeriale si richiama, inoltre, l'opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili. Rispetto a quest'ultima espressione, si deve segnalare che se male interpretata, da dirigenti in difficoltà di personale o risorse, può vanificare il divieto reso finalmente esplicito e già presente (in modo meno chiaro) nelle Linee guida ministeriali sull'integrazione scolastica del 4 agosto 2009. Per essere utilizzato come "sostituto" pertanto, il docente di sostegno non deve essere impegnato con il proprio alunno perché distoglierlo da ciò comporterebbe l'interruzione del suo pubblico servizio. Inoltre, i casi eccezionali non devono essere solo tali, ma anche "non altrimenti risolvibili". Quindi, oltre a mancare altri docenti, curriculari o di sostegno disponibili a svolgere sino a un massimo di 6 ore in più di servizio di lezioni, deve trattarsi di una circostanza del tutto irrisolvibile, come ad esempio il caso di un docente che segnala l'assenza all'inizio della propria ora di lezione e limitatamente a quell'ora. Il Decreto ministeriale 131/07, infatti, prevede che il dirigente scolastico possa convocare i possibili supplenti in graduatoria con e-mail o sms e che questi hanno un'ora di tempo per presentarsi e assumere l'incarico.

Se un docente di sostegno riceve dal dirigente scolastico l'ordine di andare a fare una supplenza, anche nella classe in cui è iscritto l'alunno a lui affidato, quando l'alunno è presente a scuola, deve chiedere al dirigente di fargli un ordine di servizio scritto in cui viene esonerato dalla responsabilità di dover lasciare il proprio alunno e per l'assunzione di responsabilità di tutta la classe dove deve andare a fare supplenza. In mancanza di un ordine scritto, l'insegnante di sostegno può rifiutarsi di svolgere supplenza e comunque una volta ricevuto l'ordine può segnalare il caso all'Ufficio scolastico e al ministero come violazione delle Linee guida e della presente Nota. La famiglia dell'alunno con disabilità potrebbe anche agire contro il dirigente per violazione del diritto allo studio del proprio figlio e, qualora questo sia stato lasciato solo dal docente che deve recarsi in altra classe, anche per interruzione di pubblico servizio.
Tutto ciò giova a non deteriorare la qualità dell'integrazione, cosa che in questi anni è avvenuta troppo spesso. In caso di situazioni di rischio, i genitori devono far presente ai dirigenti scolastici la Nota ministeriale che non può essere disattesa.

di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish